martedì 25 aprile 2017

Michel Godard – Ihab Radwan: “Doux Désirs” [Dodicilune, 2017]

Quello composto da Michel Godard e Ihab Radwan è un duo che trova il suo significato estetico negli abbinamenti timbrici, prodotti attraverso l’utilizzo di strumenti tra loro distanti come l’oud, il serpentone, la tuba e il basso elettrico. Il loro “Doux Dèsirs” si compone di dodici tracce, ognuna delle quali porta al proprio interno sia un profondo scavo espressivo, sia una costruzione formale esile, ma robusta, basata sul reciproco ascolto e sul rimando d’idee. Le atmosfere sono ora pacate e introspettive, come nell’iniziale Su l’onda d’amore, una traccia dal fitto dialogo tra oud e serpentone, poi più elettriche e tese, per un insieme dove l’elastico temporale tra tradizione – in particolar modo riferita alle sonorità arabe - e modernità si dilata e si restringe di continuo. In Malato d’amore possiamo apprezzare la melodia prodotta dalla voce di Radwan.

sabato 22 aprile 2017

Enrico Pieranunzi: “Ménage à trois” [Bonsai Muisc, 2016]

Attraverso una nota stampa è lo stesso Enrico Pieranunzi a introdurci nel suo album “Ménage à trois”: «La mia vita musicale è stata fin dall’inizio una strana, meravigliosa esperienza in cui ho convissuto - e ancora felicemente convivo - con due bellissime “signore musicali”: la classica e il jazz, che in questo lavoro si sono incontrate e sono lieto che questo sia accaduto attraverso i miei arrangiamenti per trio». Al fianco del pianista troviamo Diego Imbert al contrabbasso e André Ceccarelli alla batteria, in una scaletta di undici brani che legano i repertori di alcuni autori classici, da Erik Satie a Claude Debussy, passaggi originali scritti da Pieranunzi, perlopiù omaggi a figure di riferimento, come Fauré, e rielaborazioni di celebri standard. L’elasticità e lo spirito d’insieme sviluppato dal trio determinano un’estetica misurata, ma mai ferma e prevedibile.

venerdì 21 aprile 2017

Gianluigi Trovesi – Umberto Petrin: “Twelve Colours And Synesthetic Cells” [Dodicilune, 2017]

Recita “Thinking Of Alexandr Skrjabin” questo lavoro firmato in duo da Gianluigi Trovesi e Umberto Petrin. Un’ispirazione, quella per il compositore russo e per la sua filosofia sinestetica, dalla quale prendono forma compiuta diciotto brani, compresa la suite The Twelve Colours Of Skrjabin, dove assistiamo a un continuo dialogo strumentale tra pianoforte e fiati, alternati da Trovesi tra sassofono contralto e clarinetto. I due ottengono una sintesi estetica peculiare, a volte poetica e cantabile, in certi tratti più aspra, quasi sinistra, che si sviluppa attraverso un flusso d’idee “liquide”, pronte nel trasformarsi nella successiva con agilità felina. La ripresa del suono è curata nel dettaglio, e questo permette di apprezzare appieno una musica che trova il proprio fulcro nella sfumatura timbrica e nel bilanciamento espressivo. In copertina “Mediterraneo” di Mirko Baricchi.

giovedì 20 aprile 2017

Paola Arnesano – Vince Abbracciante: “MPB!” [Dodiclune, 2017]

Il duo composto dalla cantante Paola Arnesano e dal fisarmonicista Vince Abbracciante è protagonista dell’album “MPB!”, lavoro incentrato, come il titolo lascia chiaramente intendere, sulla musica popolare brasiliana. In scaletta troviamo tredici brani, ripresi da repertori celebri, come quello di Antonio Carlos Jobim o di Chico Barque, e a caratterizzare l’album, oltre alla classica sensazione di saudade tipica di queste musiche, è la sensibilità dei due interpreti. Abbracciante rende fluido il suono del suo strumento, mettendo in evidenza una cifra stilistica a metà tra tradizione e un approccio contemporaneo, come nell’introduzione in solo di A vaz do mooro, la Arnesano traduce emozioni e sentimenti con estrema capacità formale ed espressiva, risultando sempre essenziale quanto immersa nelle dinamiche del repertorio proposto.

martedì 18 aprile 2017

Adriano Clemente: “Havana Blue” [Dodicilune, 2017]

“Havana Blue” contiene nove composizioni originali di Adriano Clemente, il quale ci presenta così questo lavoro realizzato per la salentina Dodicilune: «Si tratta di brani ispirati alla grande tradizione cubana di musicisti di importanza storica quali Bebo Valdes, Mario Bauza, Mongo Santamaria e altri. Per l’occasione ho avuto il piacere di conoscere e lavorare con Leyanis Valdes, figlia di Chucho e nipote di Bebo, che è un’ottima pianista e spesso ospite nei jazz club a L’Avana. Insieme a lei hanno suonato otto musicisti locali, quattro fiati, un contrabasso, più la ritmica tradizionale di percussioni, congas, bongos e timbales». Musicista poliedrico e indagatore di tradizioni e stili, Clemente mette a fuoco un’immagine sonora che proietta l’ascoltatore nelle strade de L’Avana, mescolando le classiche sonorità della musica cubana – tra bolero, cha cha, samba - con linee di condotta jazzistiche, rintracciabili in alcuni passaggi d’improvvisazione. L’immagine di copertina è firmata da Antonio Iannace.