venerdì 2 dicembre 2016

Frank Martino: “Revert” [Auand, 2016]

“Revert” è nella discografia di Frank Martino il suo primo album nelle vesti di leader. Per l’occasione il chitarrista e produttore organizza un quartetto completato da Claudio Vignali al pianoforte, Stefano Dallaporta al contrabbasso e basso elettrico e Diego Pozzan alla batteria. Una delle principali componenti timbriche ed espressive del lavoro è individuabile nell’uso degli effetti elettronici, che entrano in diverse misure negli otto brani proposti. Le tracce riflettono intenzioni d’improvvisazione, ma anche di strutture ben definite, per un insieme in equilibrio tra fantasia e rigore, precise scansioni e passaggi deraglianti. Oltre ai brani originali troviamo il rifacimento di Nude dei Radiohead, della quale è tenuta in piedi una costola melodica che emerge dopo un’introduzione di suoni slegati e rarefatti. Paolo Fresu, nelle note di copertina, definisce l’album: «[…] Un reverse da poter ascoltare anche al contrario infrangendo il tradizionale modo di sentire».

mercoledì 23 novembre 2016

Enrico Intra – Paolino Dalla Porta – Mattia Cigalini: “Three Generations” [AlfaMusic, 2016]

Tre musicisti di diverse generazioni, tre “alberi”, come quelli proposti in copertina, di diversa grandezza, ma accomunati da intenti di profondità espressiva, si incontrano in questo lavoro prodotto dall’etichetta AlfaMusic. Enrico Intra, pianoforte, Paolino Dalla Porta, contrabbasso, e Mattia Cigalini sassofono, sono ripresi dal vivo al Piccolo Teatro Strehler di Milano il 30 novembre 2015, e propongono una serie di diciassette brani, denominati “Cellula” e seguiti da una lettera dell’alfabeto, dove è predominate la componente improvvisativa. Ne derivano passaggi melodicamente cantabili che si alternano a pagine astratte, brani giocati su microscopici interventi che poi lasciano il passo a piene sonorità d’insieme, per un lotto che trasuda creatività, interplay, situazioni d’intesa reciproca.

Claudio Filippini: “Overflying” [CAM Jazz, 2016]

“Overflying” è l’album in pianoforte solo di Claudio Filippini, il quale realizza un percorso formale che mette insieme pagine originali e repertori classici, come quelli di Maurice Ravel o Ludwig van Beethoven. Ne deriva un insieme dal profondo scavo espressivo, nel quale troviamo melodie cantabili, improvvisazione, passaggi meditativi e una costante sensazione di equilibrio tra misura ed estro, tra situazioni di calibrata sottrazione e passaggi ricchi di contenuti. Il “volo” di Filippini travalica generi e stili, e conduce l’ascoltatore verso ampi orizzonti sonori, con un approccio strumentale segnato, come Brian Morton lo definisce nelle note di copertina, da: «una vigile energia improvvisativa».

Swedish Mobilia: “It’s Not Jazz, It’s Worse” [Auand, 2016]

Il trio Swedish Mobilia è composto da Andrea Bolzoni (chitarra ed elettronica), Dario Miranda (basso elettrico ed elettronica) e Daniele Frati (batteria e percussioni), e il loro “Swedish Mobilia” riflette un approccio alla materia sonora di carattere improvvisativo. Il trio avanza costruendo immagini sonore in divenire, spesso servendosi di piccoli inserti e frasi tra loro slegate, per un linguaggio contemporaneo che riflette nevrosi, confusione e creatività spinta verso estreme conseguenze. Nel suo insieme il lavoro si distacca da incasellamenti di genere, e risulta essere come un contenitore di idee volutamente in contrasto, strutturate con sonorità acide, astratte e visionarie.

mercoledì 16 novembre 2016

Samuele Strufaldi Ismael Circus: “Adenosine Triphosphate” [Auand, 2016]

Troviamo il pianista Samuele Strufaldi a capo del quintetto Ismael Circus, con il quale realizza “Adenosine Triphosphate” edito dalla Auand Records di Marco Valente. Un lavoro che Strufaldi, attraverso una nota stampa, ci ha così presentato: «L’adenosina trifosfato è un importante composto ad alta energia che sta alla base di svariate reazioni metaboliche ed energetiche nelle cellule. Il nome dell’intero disco è dunque energia, un tipo particolare di forza di sintesi molecolare, che è anche al centro della costituzione dell’RNA, fondamentale per dare energia alle molecole». Intenzioni e significati tradotti in musica attraverso un approccio espressivo diversificato, dagli andamenti nervosi dell’iniziale Schizofrenia alla melodia cantabile di For Ahmed, dai momenti introspettivi di Rebounds fino alla rivisitazione, fantasiosa e scattante, di My Favorite Things. Strufaldi mostra una scrittura espansa, che include anche parti soliste per i fiati, il soprano di Claudio Giovagnoli e il tenore di Yuri Romboli, sorrette dalle trame ritmiche di Marco Calì alla batteria e Alessandro Cianferoni al basso elettrico.