martedì 9 agosto 2016

Donatello D’Attoma: “Shemà” (AlfaMusic, 2016)

“Shemà” contiene dieci brani che vedono protagonista Donatello D’Attoma, in alcuni insieme alla voce di Daniela Spalletta e in pianoforte solo nel resto del programma. Quella messa in mostra da D’Attoma è una vasta gamma di soluzioni espressive: inanella melodie cantabili; nelle esposizioni tematiche sa essere sia chiaro e leggibile quanto introverso e spigoloso; il suo pianismo, nell’insieme, evidenzia un ampio e sfaccettato background che abbraccia il modo classico quanto quello incline al blues e alla cultura afroamericana. Oltre ai temi originali sono rilette alcune composizioni di Charles Mingus, per il quale il pianista nutre profonda ammirazione, come si evince dalla note autografe nel booklet e dall’immagine di copertina, mentre la traccia conclusiva Via Turner, 27 è trattata elettronicamente da Stefano Quarta.

Ciro Riccardi: “Racconti in vinile” (AlfaMusic, 2016)

«I dischi in vinile, per tanti decenni, sono stati narratori di mondi: portavano nelle nostre case idee che nascevano dall’altra parte dell’Oceano, e rendevano meravigliose le musiche che nascevano a un passo da casa nostra […]. Come succede nei dischi in vinile, anche a me attraverso la musica piace raccontare delle storie, ognuna con una sua ambientazione, con i suoi personaggi e con le sue suggestioni, quasi a voler mettere nei miei lavori un poco di tutti quei dischi che ho consumato da adolescente, ed in cui continuo a rifugiarmi ogni volta che posso». Il trombettista Ciro Riccardi ci introduce così nel mondo del suo album “Racconti in vinile”, realizzato con diversi musicisti tra i quali segnaliamo Daniele Sepe e Peppe Servillo. In scaletta troviamo nove brani, ognuno con una propria ragione stilistica e formale, nei quali Riccardi dà fondo a una visione musicale ampia, probabilmente derivata dall’ascolto attento e ripetuto di tanti microsolchi. Il suo modo di condurre le melodie si rivela sempre in equilibrio con il resto degli arrangiamenti, sia nei passaggi confidenziali sia in quelli dal piglio ritmico marcato.

Butterfly: “Vertigo Treatment” (AlfaMusic, 2016)

Il trio Butterfly è composto da Pierpaolo Ranieri al basso elettrico, Marco Rovinelli alla batteria e Bruno Marinucci alla chitarra elettrica, ed era già attivo in precedenza come Bruno Marinucci Trio, ma le esperienze acquisite in questi ultimi anni, soprattutto riguardo le esibizioni dal vivo, hanno portato i tre a maturare una nuova identità stilistica e un nuovo modo di approcciare la musica. Il loro “Vertigo Treatment” contiene sette tracce originali, nella quali si evidenzia la cantabilità melodica dei temi, spesso messi in evidenza dalle corde di Marinucci, e dove possiamo apprezzare, a volte anche solo in filigrana, una “viva tensione” espressiva, sia nei soli sia in avvolgenti passaggi d’insieme. Il trio si distingue per originalità e per la capacità di mettersi a debita distanza da cliché e soluzioni a portata di mano.

lunedì 8 agosto 2016

GB Project: “In The Bloom” [AlfaMusic, 2016]

C’è nelle vesti di ospite il fisarmonicista Simone Zanchini in due dei sette brani della scaletta di “In The Bloom” (Alfamusic, 2016), l’album firmato dal GB Project, un quartetto che prevede in line up Alessandro Scala al soprano, Piero Simoncini al contrabbasso, Michele Iaia alla batteria e, autore di tutti i brani, Gilberto Mazzotti al pianoforte. La musica che ascoltiamo è caratterizzata dall’ampiezza timbrica, dalla cantabilità delle melodie e da un affiatato movimento d’insieme. La scrittura di Mazzotti prevede sia spazi per i solisti sia movimenti di gruppo, per un insieme in costante equilibrio tra un velato senso di nostalgia e attimi propositivi dal marcato piglio ritmico.

Um A Zero Trio: “Ja’ pode acabar” (AlfaMusic, 2016)

La voce di Valbilene Coutinho è il tratto distintivo di “Ja’ pode acabar” (Alfamusic, 2016), l’album che la cantante firma in trio con Riccardo Anfosso alla chitarra e Enzo Cioffi alla batteria e percussioni. Il repertorio proposto è incentrato sulla musica brasiliana e indaga celebri repertori, come quelli, tra gli altri, di Caetano Veloso e Tom Jobim. “Minimalista” ed “essenziale” sono degli aggettivi che Riccardo Zegna utilizza nelle note di copertina per inquadrare l’approccio del trio, il quale basa la sua riuscita espressiva sulla cantabilità melodica dei temi e sulle forme mai eccessive né ridondati, costruite attorno ad accostamenti timbrici equilibrati e su interventi solisti funzionali ai movimenti d’insieme.